Ex-Staveco: un nuovo polo funzionale per Bologna. Successo all’incontro OIBO-NGI [FOTO]

Data:
26 Maggio 2026

L’Officina Progettare il Futuro (OPIF) rappresenta una delle realtà più attive del Network Giovani del Consiglio Nazionale degli Ingegneri nel promuovere momenti di confronto e approfondimento sui temi della progettazione contemporanea e dello sviluppo del territorio.

L’obiettivo dell’officina è creare uno spazio di dialogo tra professionisti, amministrazioni, tecnici e cittadini, valorizzando le esperienze virtuose di rigenerazione urbana e territoriale realizzate in Italia. Un lavoro che attraversa contesti molto differenti tra loro — dall’ambito urbano a quello rurale, dai territori montani alle aree costiere, fino alle pianure e alle terre alte — con la volontà di mettere in rete idee, approcci e buone pratiche capaci di generare valore per le comunità.

Nel corso del recente incontro, organizzato dall’ing. Paola Marulli con il supporto dell’intero Consiglio, Il ngi, i Consiglieri Nazionali Irene Sassetti e Domenico Condelli, la collaborazione del Comune di Bologna e il contributo dello Studio Weber Architects coinvolto nella progettazione, particolare interesse ha suscitato la presentazione di uno dei principali siti di riqualificazione urbana sviluppati in città: il progetto dell’area Ex-Staveco.

Grande attenzione è stata dedicata all’intervento di trasformazione urbana che coinvolge l’intera area Ex-Staveco, oggi considerata uno dei più significativi processi di rigenerazione attualmente in corso nel territorio bolognese. Il progetto si configura come un ampio intervento capace di restituire alla città un nuovo spazio pubblico fruibile durante tutto l’anno, trasformando un’area storicamente strategica in un nuovo brano di città integrato con i principali sistemi urbani e paesaggistici circostanti.

Elemento centrale della proposta è il cosiddetto “Nuovo Portico per Bologna”, concepito non soltanto come gesto architettonico, ma come vera e propria infrastruttura urbana in grado di organizzare funzionalmente e tecnologicamente l’intero comparto. Il progetto valorizza l’identità industriale del sito, mantenendo in dialogo grandi contenitori esistenti, spazi aperti, piazze e ciminiere monumentali, in una relazione armonica tra memoria storica e nuova visione urbana.

Il Nuovo Parco della Giustizia assume inoltre un ruolo strategico di connessione tra il Centro Storico, il sistema dei Colli, i Giardini Margherita e l’Ospedale Rizzoli, contribuendo a rafforzare le relazioni urbane e ambientali dell’intero quadrante cittadino.

La partecipazione e il coinvolgimento registrati durante l’evento hanno confermato quanto oggi sia centrale il tema della rigenerazione territoriale, non solo come intervento fisico sugli spazi, ma come occasione per costruire nuovi modelli di vivibilità, inclusione e sostenibilità.